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Tonadico - Cimerlo, a spasso nella storia
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Il Parco di Paneveggio propone un itinerario escursionistico di venti chilometri per risalire dal fondovalle alle più alte cime.
Spesso di dice che le valli di montagna sono tutte
uguali. Tutte con i loro paesetti in orlo ai torrenti e poi i masi di
mezzacosta, i boschi, le malghe e, in cima in cima, i cròti.
Per questo, si dice, bisogna innovare, infrastrutturare, offrire attrattive, differenziarsi… E questo vale per tutte le Alpi. Benone: almeno non siamo soli. Ma, a grattare un po’, si scopre che non è proprio così. I masi, per esempio, hanno una loro storia, con tanto di data di nascita (Millequattrocento… quasi Millecinque), un rapido sviluppo tra Sette-Ottocento e, quest’oggi, una vecchiaia: non una serena terza età, ma proprio una triste decadenza (fatta di abbandono e rimboschimento selvaggio) che presto li porterà alla tomba. E si scopre anche che quel paesaggio, che ai distratti sembra sempre eguale, è costellato di una quantità di elementi che raccontano la sua storia: dall’antico palazzo dei notari alla medievale chiesa di San Vittore (con i suoi racconti illustrati di cavalieri e patriarchi), dalle decine di gustosi affreschi popolari (raccolti a Tonadico, vero e proprio paese-pinacoteca) al maso dove il vecchio curato armeggiava con arnie, frutèri e fiori prima mai visti. E, continuando a salire, il Castello della Pietra (che quasi dalla notte dei tempi domina la Valle di Primiero) e i resti archeologici della prima centrale idroelettrica. E, naturalmente, la Val Canali col laghetto Welsperg (che, pure un po’ bistrattato, rimane sempre uno dei più bei colpi d’occhio delle Dolomiti). E, subito dopo, gli invidiabili prati del Conte (pare che qualche danaroso signore voglia farci un golf. Ma avrà fatto bene i conti con il clima?) con la preziosa Villa Welsperg, oggi casa e centro visitatori del Parco. E poi, ancora più in alto: boschi che sono dei veri e propri monumenti vegetali, l’anfiteatro delle Fosne (con i masi accoccolati ai piedi del masso erratico che li protegge, come una chioccia coi pulcini, dal minaccioso Cimerlo), le malghe Pradidali e Canali e, infine, le Pale di San Martino cui porta il Sentiero Buzzati. Senza contare che a queste testimonianze disseminate sul territorio si aggiungono quelle d’archivio (mappe, contratti, verbali, estimi…) e quelle orali (fiabe, leggende, canti, racconti e saperi pratici) depositate nella memoria degli anziani ma anche nelle innumerevoli tracce di scritture popolari incise sui legni e graffite sui muri, disegnate e dipinte, oppure racchiuse in simboli arcani. Insomma, a guardare con un po’ di attenzione, ci si rivela un territorio che è, al tempo stesso, prodotto e testimonianza di una storia ricca e avventurosa, sedimentata nel paesaggio da monumenti e documenti. Per offrire a valligiani e ospiti questo ben di Dio, il Parco Paneveggio Pale di San Martino ha lanciato la proposta di un itinerario escursionistico da Tonadico al Cimerlo: quasi venti chilometri di passeggiate per risalire dal fondovalle alle più alte cime. Per apprezzare, toccare con mano e perfino gustare (assaggiando latte e miele, formaggi e un burro che già due secoli fa la golosa Serenissima si accaparrava) le testimonianze della storia di questo lembo di territorio e della comunità che ci vive. La proposta è stata accolta con entusiasmo sia dall’amministrazione comunale di Tonadico, sia dai privati interessati. Primo fra tutti, il conte Georg Sigfried Thun Welsperg Hohestein, erede dei Welsperg, i feudatari che per più di quattro secoli governarono Primiero. Il progetto sarà realizzato entro tre anni ma, per visitare almeno qualcuno di questi luoghi densi di storia, non occorrerà attendere il suo completamento perché, fin da giugno, l’Ente Parco organizza delle visite guidate lungo l’Itinerario. Infatti, l’idea è di favorire fin da subito un avvicinamento in punta di piedi anche per rammentare a tutti che, in fondo, il Parco non è che una parte indissolubile (pur pregiata ed eccezionale) di un territorio più ampio e di un’unica storia da salvaguardare e valorizzare. Con juicio.
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