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Parco Paneveggio Pale di San Martino


Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino

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Scritto da Scalet G.   

Una componente delle risorse idriche provinciali è data dai ghiacciai che, anche nel Trentino Orientale, pur nella loro modesta entità, offrono un considerevole apporto. Questi sono del tipo pirenaico o alpino di secondo ordine, caratterizzati dalla ridotta dimensione a forma di bacino e annidati nelle zone ombrose dei versanti nord. Per la loro consistenza assumono notevole rilevanza i ghiacciai della Marmolada, che costituiscono la massima estensione glaciale delle Dolomiti, e quelli del Travignolo e della Fradusta nelle Pale di S. Martino. Questi piccoli ghiacciai rappresentano solo una minima parte di quella glaciazione che, in tempi passati, ricopriva  gran parte della regione; essa, nel suo lento ritiro, ha lasciato altri tangibili segni: una particolare conformazione delle valli e soprattutto un numero veramente notevole di stupendi laghetti alpini. 

Altimetricamente si rivela che la maggior parte di essi è posta ad una quota superiore ai 1500m,mentre la loro origine è prevalentemente glaciale.

 Sono numerosi pure i bavini formatisi per sbarramento alluvionale o di frana, come i laghi di Caldonazzo e di Lévico, oppure per fenomeni carsici come illago di Lavarone ed il lago di Manna sul'Altipiano delle Pale di S. Martino; unico caso di origine tettonica rimane il lago di S. Colomba, situato nella piattaforma porfirica atesina alle estreme propaggini occidentali del Gruppo dei Lagorai.

Delle conche lacustri comparse sono rimaste, a concreto ricordo, alcune torbiere a Folgarìa, sull'altipiano pinetano e al Pudro presso Pérgine.

A coclusione di questa breve panoramica non possiamo dimenticare i nuovi laghi, quelli artificiali, realizzati per scopi idroelettrici, come quello della Fedàia, che raccoglie l'acqua dei ghiacciai della Marmolada per mandarla alla centrale di malga Ciapéla; quello di Forte Buso o Paneveggio sul Travignolo; quello Stramentizzo sull'Avisio e quello Spéccheri sul Leno di Vallarsa.

Tutte queste masse d'acque che nascono dai ghiacciai e laghi alpini, attraverso un'articolata serie di rivi e torrenti, contribuiscono a formare la rete idrografica della zona.

L'Adige è il fiume principale della provincia, che percorre dalla chiusa di Salorno alla stretta di Borghetto; il solco vallivo, costituito dall'importante corso d'acqua ( il secondo in Italia per lunghezza ed il terzo per l'estensione complessiva del bacino), forma la Valle dell'Adige da Salorno alla Chiusa dei Murazzi, poco a Sud di Trento, e la Val Lagarina, fino alla Stretta di Borghetto. I principali affluenti di sinistra, relativa al Trentino orientale, sono l'Avisio il Fèrsina (localmente denominato " la Fersina" ), il Leno con i suoi due rami di Vallarsa di Terragnolo che si uniscono poco prima della foce, ed il primo tratto del Pronio che nasce all'Alpe di Campobrùn nella conca sud-orientale del Gruppo della Carega per sfociare nell'Adige poco dopo Verona.

L'Avisio, classificato per le sue caratteristiche un fiume-torrente, nasce al Pian della Fedàia, a m2028 ai piedi della Marmolada che sbocca nell'Adige presso Lavìs a m 211. Nel suo percorso bagna la valle ladina di Fassa dalle sorgenti alla confluenza del rio S.Pellegrino, comprendendo il territorio di Moèna; la Val di Fiemme fino alla confluenza del rivo Cadino che scende lungo la valle omonima, dal versante nord dei Lagorai; la Val di Cembra fino alla piana di Lavìs e alla foce.

Il torrente Férsina nasce dal Lago di Nardémol m 1994 (Erdémolo su molte carte geografiche e Séawa Palài, cioè Lago di Palù, nella parlata locale), percorre la Valle dei Mòcheni, la piana alluvionale di Pérgine , la Forra dei Crozi e sfocia nell'Adige a Trento.

Il Leno di Terragnolo nasce nell'alta Val Gulva sulle pendici settentrionali del Monte Buso nel Gruppo del Pasubio, percorre il fondavalle di Terragnolo e si unisce all'altro ramo nella Gola di S. Colombano. Il Leno di Vallarsa nasce nella zona di Malga Campogrosso sul verssante settentrionale del Gruppo della Carega; forma il bacino idroelettrico degli Spéccheri, percorre la profonda Vallarsa fino alla confluenza con il Leno di Terragnolo, attraversa la città di Rovereto e subito dopo si immette nell'Adige.

Altro fiume di notevole importanza che percorre parte della provincia, è il Brenta. Esso ha le sue origini nei laghi di Caldonazzo m450 e di Lévico m440; percorre la Valsugana per circa 40 km con pendenze veramente modeste in una zona alpina ed entra in provincia di Vicenza presso Martincelli , poco prima di Primolano; gli affluenti del Brenta sono caratterizzati da improvvise ed impetuose piene e per la parte trentina provengono quasi esclusivamente dal Gruppo dei Lagorai.

Di particolare rilievi il Torrente Cismòn che nasce poco sopra Passo Rolle dalle pendici della Costazza, bagna S.Martino di Castrozza e attraversa la Valle di Primiero assorbendo i rivi che scendono dal versante occidentale delle Pale di S.Martino.

Alla confluenza con il Torrente Vanòi, che scende dalla Val Cìa, entra in provincia di Belluno per sfociare nel Brenta presso Cismòn del Grappa.

Altri corsi d'acqua che scorrono per brevi tratti nel Trentino orientale sono: il torrente Astico, che nasce dalle pendici orientali del Sommo Alto in Comune di Folgarìa, entra in provincia di Vicenza presso la località di Busatti e sfocia nel Bacchiglione quale tributario di sinistra; il torrente Biòis, che nasce sul versante meridionale della Costabella, riceve il Zigolé proveniente dalla Cima dell'Uomo, sempre nel Gruppo della Marmolada, ed entra nella provincia di Belluno alla Malga Zingari Bassi per immettersi nel Cordévole poco prima del lago di Cencenìghe;il torrente Mi, pure tributario del Cordévole, che nasce dal versante orientale della Forcella d'Oltro del Gruppo delle Pale di S.Martino.

 

fonte:
Guida dei sentieri e rifugi Trentino Orientale
Società degli Alpinisti Tridentini
Sez. C.A.I. - A. Valcanover - T. Deflorian

 

 

 
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