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La Flora Stampa E-mail
Scritto da Scalet G.   

Particolarmente varia la flora esistente, sia per le condizioni climatiche locali che per la varietà del campo altitudinale compreso tra i 144 m di Borghetto ed i 3343 m di Punta Penìa nella Marmolada.

Queste condizioni consentono di veder riprodotta in altezza la situazione che si riscontra passando dalla latitudine sub-mediterranea a quella polare con i suoi ghiacciai eterni. Il piano basale, che arriva fino a 1000 m sul livello del mare, è caratterizzato, nella sua parte inferiore da una coltivazione intensiva della vite, e nella parte superiore ai 400 m circa, dai frutteti, dai boschi di latifoglia rappresentati in maggior quantità dal castagno e qualche area di viticoltura come nella Valsugana e nella Valle di Cembra. Il piano montano, compreso tra i 1000 ed i 1900 m di quota, riduce la coltivazione a poche semplici specie: la patata, la segala, l'orzo e qualche altra, mentre aumentano notevolmente le superfici destinate a pascolo. La vegetazione, nella parte inferiore è caratterizzata dai boschi di faggio, dalle pinete nei luoghi più aridi e soleggiati come sull'Altipiano di Pinè e nella Valle di Cembra, ma soprattutto da imponenti foreste di abeti.   Queste conifere continuano a vegetare anche nell'orizzonte superiore unitamente ai lariceti, mentre le latifoglie sono rappresentate dalla betulla e dal sorbo degli uccellatori. In alcune zone è facile incontrare la bellissima varietà del pino cembro, caratteristico per la pastosità del suo legno, che si presta particolarmente per l'intaglio e la scultura, ed anche per i semi mangerecci di cui certi animali del bosco sono particolarmente ghiotti. Il piano culminante vede terminare la foresta montana ad una quota attorno ai 2000 m, variabile, secondo le zone, per lasciare il posto al pino mugo ed alle formazioni cespugliose quali il ginepro, l'ontano nano ed il rododendro. I magri pascoli alpini si spingono a quote superiori accompagnati dalla vegetazione pioniera che, in zone non dissimili da quelle artiche, formano splendidi piccoli giardini naturali di silenacee, campanule, genziane, sassifraghe, ecc. quale vivo documento delle particolari doti di adattibilità della natura alle condizioni ambientali più difficili. Un mondo piccolo e nello stesso tempo grande per l'interesse che comporta, è rappresentato dalla flora di montagna. Essa, appartata in ambienti che l'intervento dell'uomo non ha ancora modificato, rappresenta uno spettacolo unico e difficilmente comparabile, l'insieme dei fiori, con le delicate forme, la gamma e la vivacità dei colori, offre un'apparizione eccezionale a chi percorre le zone alpestri. Le Dolomiti, propio per la grande varietà e bellezza della flora alpina, hanno acquisito la denominazione di << giardino delle Alpi >>. Parecchie zone, anche nel Trentino Orientale, includono aree floristiche di eccezionale importanza; tra esse quella di Campogrosso nel Gruppo della Carega, le Pale di S. Martino ed alcune valli laterali di Fiemme e di Fassa.

A queste ultime sono da aggiungere gli orti botanici alpini, realizzati in aree particolarmente favorevoli, dove sono raccolte numerose specie di varietà locali o d'altra provenienza, a scopo di studio e per dare al visitatore la facile possibilità di conoscere ed ammirare la flora di montagna. Tra le piante alpine vanno ricordate anche quelle forme di vita, senza fiori appariscenti, che contribuiscono ad accrescere il fascino della foresta. In primo luogo le felci che, nelle zone ombrose ed umide, formano lussureggianti cespi; poi i muschi, che con il loro soffice tappeto riescono a trattenere notevoli quantità d'acqua, fino a 6-7 volte il loro peso secco, contribuendo notevolmente ad impedire il dilavamento del suolo ed a mantenere per lungo tempo una sufficiente umidità. I muschi costituiscono inoltre un ambiente complesso ed equilibrato, con flora e fauna microscopica, che favorisce la creazione dell'humus. Infine i licheni, le piccole piantine che rivestono, con il loro colore bruno, grigio e verde e le forme variamente filamentose, i rami delle conifere e le rocce. Queste modeste piantine, che vivono con la frugalità eccezionale grazie alla simbiosi tra un fungo ed un'alga, proliferano fino sulle aride zone d'alta montagna o più spesso sui rami bassi morti dei larici o dei cembri indicano lo stato di salute del bosco stesso. Per concludere qesta breve panoramica vanno ricordati, tra le piante tallofite, i funghi; queste forme particolari di vita vegetale crescono principalmente nell'humus, cooperando con i microorganismi del suolo alla creazione dell'humus stesso, favorendo la decomposizione dei detriti vegetali e del legno marcescente. Ed anche se in certi casi i funghi rappresentano elementi parassitari delle piante maggiori, dobbiamo rilevare che, nel loro insieme, contribuiscono al mantenimento del delicato equlibrio biologico che regola la vita del mondo vegetale. Alla conoscenza di questa vasta parte del mondo vegetale ha dedicato gran parte della vita l'abate Giacomo Bresadola, studioso di fama internazionale e socio onorario della SAT.    

 

fonte:
Guida dei sentieri e rifugi Trentino Orientale
Società degli Alpinisti Tridentini
Sez. C.A.I. - A. Valcanover - T. Deflorian

 

 
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