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via
#9
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Via Bruno Crepaz
Sass Maor (2814 m.)
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Sass Maor
****
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| Primi salitori / Erstbegehungen |
Paolo Leoni e Graziano Maffei nei giorni 1-4 settembre 1982
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| Sviluppo / Routenlänge |
1000m |
| Valutazione estesa / vollständige Bewertung |
VI+/R3/V |
| Difficoltà d'insieme / Übersicht |
ED |
| Roccia / Gestein |
*** |
| Soste / Standplätze |
sì a chiodi e clessidre
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| Materiale / Material |
Nea |
| Esposizione / Exposition |
ENE |
| Avvicinamento / Zugang |
ore 1,30
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| Tempo di salita / Anstiegszeit |
ore 12
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| Tempo di discesa / Abstiegszeit |
ore 1,30
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| Tipo di itinerario / Routenverlauf |
classico |
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| DESCRIZIONE : |
È uno dei 5 grandi itinerari che percorrono integralmente la parete Est del Sass Maor, fuori però dalla fascia delle splendide placche grigio-argento. Qui la roccia torna ad essere poco più che normale. Bella comunque, lunga ed impegnativa.
L'attacco si troca in quei canali grigi e levigati che scendono sulla destra del costolone della Bettega. Dopo aver percorso quattro lunghezze di corda dell'attacco diretto, la salita si incunea profondamente nella grigia ed umida parete di destra e affronta una placca solcata da due fessure; supera la grande macchia bianca compresa fra i due tetti così evidenti dal basso e la successiva placca grigia che immette direttamente in quella stupenda teoria di diedri e di belle rocce gialle e grigie che con dirittura ideale incidono il grandioso fianco Nord-Est del Sass Maor.
L1: salire la seconda fessura (50m, V).
L2: superata la strapiombante strozzatura (V*), la fessura si allarga a "V". Continuare sul lato destro (IV) e raggiungere una fessura orizzontale verso destra (50m, 1 chiodo).
L3: seguire la f3essura verso destra e oltrepassato il nero camino che sale dal sottostante colatoio, affrontare diagonalmente vero destra la griglia placconata (V) mirando ad un piccolo diedro a libro (IV+) 20m sopra (50m, 1 chiodo).
L4: continuare per fessure superficiali e rotte (V+) in direzione dell'enorme tetto sovrastante fino alla strapiombante fascia gialla. Scendere 2m, traversare a destra per 3m (VI), poi suoperando e contornando strapiombanti placche gialle (VI), pervenire ad un piccolo terrazzino posto al limite destro del grande tetto (50m, 10 chiodi).
L5: superare direttamente il diedro che solca la grande macchia bianca ben visibile da valle (VI+, A2) e , oltrepassato verso destra il bordo del tetto che sovrasta (VI+, A2), continuare lungo le fessure che incidono la grande placconata nera (V). Poi, superato un breve salto verso sinistra, sostare al riparo di gialli strapiombi sul lato destro del sovrastante grigio diedro (45m, 8 chiodi).
L6: risalire con bella arrampicata in spaccata lungo la nera fessura che incide il diedro (40m, V-).
L7: attraversare per cengetta erbosa sul lato sinistro del grande diedro giallo e superata la grigia parete di sinistra che presenta due strapiombanti salti (v+, VI e VI+), continuare più facilmente (IV) per rocce nere e inclinate (45m, 3 chiodi).
L8-9: continuare verticalmente verso destra per belle fessure-diedro nere (passaggi di IV) fino ad un netto terrazzo alla base dello strapiombante diedro giallo, ottimo posto di bivacco(60m).
L10-11: dopo aver superato il forte strapiombo iniziale che presenta il grande diedro (VI+, A2), continuare sempre con grande difficoltà lungo le fessure che incidono il fondo del diedro stesso (VI) e, superato sulla sinistra un secondo strapiombo friabile e giallo (VI+, A2), ritornare a destra per rocce più solide (V+) in centro al grande diedro. Continuare l'arrampicata sempre su roccia strapiombante e sicura (VI+) fino a sostare su un gradino sul lato sinistro del diedro (80m, 7 chiodi).
L12: per rocce nere passare sopra il diedro e continuare per fessura-camino inclinato (20m).
L13: comtinuare per fessura-camino grigia contornando verso sinistra uno strapiombo giallo (15m sopra), fino a sostare su un terrazzo ghiaioso posto alla base di una gialla fessura a lama (40m).
L14: superata la grande fessura a lama che conduce verso sinsitra (IV+, sassi incastrati), attaccare un magnifico piccolo diedro a libro giallo-grigio fessurato e verticale. Arrampicata elegante (V) e sicura (50m, 2 chiodi)
L15: a destra per cengetta grigia, poi un muro verticale di 20m, poi ancora a sinistra e oltrepassato uno stretto foro (per evitare la strapiombante e liscia parete), sostare alla base di un diedro-camino giallo a blocchi instabili (50m).
L16: salire il diedro fino alla crestina (50m, IV9.
L17: brevemente lungo la crestina fino ad incontrare la cresta Nord (20m, III).
L18-19: seguire la via normale lungo la cresta che presenta un altro breve salto (80m, IV).
NB: i chiodi indicati nella relazione sono stati tutti lasciati ed i punti di sosta sono rimasti attrezzati.
DISCESA: vedi la discesa della via Comune.
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fonte : Pale di San Martino - Arrampicare, Camminare, Volare
di Samuele Scalet, Sebastiano Zagonel, Tullio Simoni, Mariano Lott, Duilio Boninsegna.
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