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San Martino – Rolle…. una vicenda Alitalia in salsa trentina
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San Martino – Rolle…. una vicenda Alitalia in salsa trentina. di Luigi Casanova vicepresidente di CIPRA Italia Cavalese, 7 giugno 2009
Nei
prossimi giorni il Consiglio Provinciale è chiamato a discutere una
mozione presentata dal consigliere dei Verdi Roberto Bombarda
riguardo il progetto di collegamento
di San Martino di Castrozza all’area sciabile del passo Rolle.
Il consigliere chiede una sospensiva del progetto e l’apertura di
una fase di confronto (che gli ambientalisti stanno chiedendo da
dieci anni e sempre negata dalla giunta Dellai) che individui
soluzioni diverse, ambientalmente compatibili e specialmente
sostenibili dal punto di vista economico. La vicenda di questo collegamento nasconde ai cittadini troppa ipocrisia. Siamo in presenza di un progetto, che in quanto tale non è sostenibile ed è privo di logica. Il collegamento avrà un senso solo se sarà attrezzato di una nuova pista, una pista che inevitabilmente sconvolgerà ogni assetto paesaggistico e storico dell’area di Colbricon. Il collegamento, come proposto, è anche un non senso in termini di mobilità alternativa. Ma è la parte finanziaria che deve preoccupare i cittadini trentini. Stiamo rischiando di avventurarci in una vertenza Alitalia di valle. Dei 25 milioni di euro del costo, ben venti saranno attinti dalle casse della Provincia. Agli operatori turistici del Primiero era stato chiesto di versare quanto rimaneva, cinque milioni di euro. Questi operatori hanno dimostrato di non credere alla operazione proposta, nonostante le pressioni subite, e così hanno evitato di versare le quote. Quanto manca dei versamenti privati si è deciso di reperirlo presso enti pubblici, la società idroelettrica locale, dalla Azienda di promozione turistica, attraverso ulteriori versamenti dei comuni, e con il discutibile, dal punto di vista etico, intervento della locale cassa Rurale. Chi sostiene il progetto omette di chiarire come tutte e tre le società sciistiche locali rischino la procedura fallimentare, abbiano dimostrato nell’arco di dieci anni totale incapacità nel rendere sostenibile la locale industria dello sci. L’indebitamento complessivo sfiora ormai i venti milioni di euro, quanto proposto è un passaggio da irresponsabili. Si omette di informare che non appena costruito il collegamento sarà necessario pensare alla nuova pista (altri dieci milioni di euro) e in tempi brevi si dovrà mettere mano alla riqualificazione strutturale di tutto il sistema, dalla Tognola agli impianti di Ces. La spesa prevista in cinque anni è di ulteriori 30 milioni di euro. Sono cifre da capogiro e tale situazione deficitaria, tale assenza di informazione corretta verso noi utenti che paghiamo le tasse, è inaccettabile.
Per questo motivo è necessario che i consiglieri provinciali, tutti, riflettano. Nel Primiero gli operatori turistici seri ammettono l’inutilità del collegamento proposto, sanno che il nodo del problema risiede nella incapacità imprenditoriale degli amministratori delle tre società, sanno che il turismo, specie estivo, ha bisogno di ben altre proposte e specialmente vive di paesaggio e di natura, di investimenti culturali nel parco. Tanti operatori turistici del Primiero sanno che l’operazione sarà solo un primo salasso di soldi pubblici e che in tempi molto brevi sarà necessario ricorrere ad ulteriori aumenti di capitali. Proprio la delicatezza della situazione, sia economica che ambientale, impone una riflessione più seria e completa sulla intera operazione. Sono questi i motivi che portano noi ambientalisti a sostenere con forza la proposta di sospensiva avanzata dal consigliere Bombarda, una proposta che nasce dal buon senso e dalla necessità di un coinvolgimento più trasparente di tutti i soggetti interessati alla gestione corretta di un territorio tanto delicato e affascinante.
DIFFUSO DAL COMITATO PRIMIERO VIVA Oggi 11/06, ore 16.30, la mozione, causa altre vertenze all’ordine del giorno, non è ancora stata oggetto di discussione. Un’occasione imperdibile pare, per il nostro Consigliere (di chi e per chi?) che certo ha avuto ancor più tempo per esplicitarsi e premere prima del voto. L’affare Colbricon rischia di far prendere un infarto a qualcuno! Niente da meravigliarsi in ogni caso… di Colbricon ne faremo una sito planetario della vergogna.
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